Intervista al duo DANIEL & MIKAEL TJERNBERG. Fratelli nella musica e nella vita. “Selected Early Works” il loro ultimo disco.

1. Quando avete iniziato a comporre – e cosa o chi sono state le vostre prime passioni e influenze?

D: Abbiamo iniziato a scrivere musica insieme non molto tempo dopo aver imparato a camminare. All’inizio è stata una grande “cacofonia”, come ti aspetteresti, ma credo che sia stato per noi un momento cruciale.
M: E abbiamo sempre avuto persone intorno a noi che ci incoraggiavano e ci sostenevano. Questa è stata una grande forza trainante.

2. A livello personale quali considerate come momenti incisivi nel vostro lavoro e / o nella vostra carriera?

M: Guardando il nostro catalogo vorrei evidenziare la versatilità del tutto. Ovviamente ci sono composizioni e arrangiamenti specifici che si distinguono, melodie che affascinano un po’ di più e così via, ma vorrei sottolineare tutte le caratteristiche del nostro lavoro.

3. Potete dirci qualcosa sulla vostra ultima pubblicazione “Selected Early Works”?

D: Come suggerisce il titolo, è una raccolta di alcune delle nostre prime composizioni – ora, per la prima volta, rese disponibili sulle piattaforme digitali.
M: La musica stessa è composta in uno stile classico-romantico occidentale piuttosto tradizionale, sebbene con una gamma piuttosto diversificata di influenze.

4. Quanto tempo ci è voluto per preparare l’album?

M: Ci è voluto del tempo per preparare le composizioni ri-registrate. Ma tutto sommato, è stato piuttosto veloce, dato che avevamo già gettato le basi per la maggior parte delle tracce alcuni anni fa. Quindi si trattava principalmente di modificarle e inviarle a Rob [Schubert] per il mastering. Abbiamo lavorato con Rob in passato, quindi lui ha familiarità con il modo in cui vogliamo le cose e inoltre ha un orecchio appassionato.

5. Cosa significano per voi improvvisazione e composizione e quali sono, per voi, i loro rispettivi meriti?

M: L’improvvisazione e la composizione sono intimamente correlate. Improvvisi e ti imbatti in una bella frase, quindi la scrivi.

6. Il ruolo del compositore è sempre stato soggetto a cambiamenti. Qual è la vostra opinione sui compiti (ad esempio politici / sociali / creativi) dei compositori di oggi e come cercate di raggiungere questi obiettivi nel vostro lavoro?

M: Eh… non so come rispondere, davvero. A tal proposito, probabilmente siamo piuttosto fuori moda. Creiamo musica e questa è la nostra unica attenzione e ambizione. Poi è difficile separare l’arte dal suo creatore, quindi… lascerò semplicemente in sospeso questo quesito.

7. Che attrezzatura usate per comporre la vostra musica?

D: In genere un pianoforte. Per scrivere la musica invece usiamo dei softwares di scrittura come Sibelius, anche se carta e penna funzionano sempre altrettanto bene.

8. Come pensate che le composizioni contemporanee possano attirare l’attenzione di un pubblico più ampio?

D: Mi piacerebbe pensare che con le distanze sempre più ridotte di oggi, è più facile che mai raggiungere più persone.
M: E l’alimentazione forzata non ha mai avuto successo, vero? Devi fidarti del pubblico per cercare le cose.

9. Potresti dirci qualcosa sui vostri progetti futuri?

D: Da circa quattro anni e oltre stiamo lavorando all’album “Atlantis”, che sarà pubblicato dall’etichetta italiana Blue Spiral Records nel prossimo futuro.
M: Stiamo anche facendo un secondo EP di musica ispirata alla tradizione norvegese, che sarà pubblicato dall’etichetta statunitense Venus Aeon.

10. Dove possono trovare maggiori informazioni su di voi i nostri lettori?

Sul nostro sito [www.tjernbergmusic.com].

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/// ENGLISH VERSION ///

1. When did you start composing – and what or who were your early passions and influences?

D: We began writing music together not long after we learned how to walk. It was a grand cacophony at first, as you’d expect, but I believe it was a crucial playground.
M: And we’ve always had people around us encouraging and supporting us. That’s a big driving force.

2. What do you personally consider to be incisive moments in your work and/or career?

M: Looking at our back catalogue, I’d like to highlight the versatility, and the whole. Of course there are specific compositions and  arrangements that stand out, melodies that appeal a bit more and so on, but I’d like to emphasize the whole.

3. Can you tell us something about your new release “Selected Early Works”?

D: As the title suggests, it’s a collection of some of our early compositions – now, for the first time, made available on digital platforms.
M: The music itself is composed in a rather traditional Western classical-romantic style, although with a rather diverse array of influences.

4. How long did it take to prepare the album?

M: It took us some time to prepare the re-recorded songs. But all in all, it all went pretty fast, as we’d already laid down the foundation for most of the tracks quite a few years ago. Then it was mostly a matter of editing and sending them to Rob [Schubert] for mastering. We’ve worked with Rob in the past, so he’s familiar with the way we want things, and has a keen ear.

5. What do improvisation and composition mean to you and what, to you, are their respective merits?

M: Improvisation and composition are intimately related. You improvise and stumble upon a nice line, so you write it down.

6. The role of the composer has always been subject to change. What’s your view on the (e.g. political/social/creative) tasks of composers today and how do you try to meet these goals in your work?

M: Eh… don’t know how to answer that, really.  In that regard, we’re probably quite old fashioned. We create music and that’s our sole focus and ambition. Then again, it’s hard to separate the art from its creator, so… I’ll just leave it hanging at that.

7. What equipment do you use to compose your music?

D: Typically a piano. For writing stuff down, note writing software like Sibelius, although pen and paper will do the trick just as well.

8. How, do you feel, could contemporary compositions reach the attention of a wider audience?

D: I’d like to think that with the shrinking distances of today, it’s easier than ever to reach more people.
M: And force-feeding has never proven successful, has it? You gotta put some trust in the audience to seek things out.

9. Could you tell us something about your future projects?

D: For about four years and counting we’re working on the album “Atlantis”, to be released on the Italian label Blue Spiral Records in the near future.
M: We’re also doing a second EP of Norse inspired music, to be published by US label Venus Aeon.

10. Where can our readers find more information about you?

M: There’s our homepage [www.tjernbergmusic.com].

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Links utili per ascoltare “Selected Early Works”:

Spotify   https://spoti.fi/2Wqb1fq

iTunes   https://apple.co/2WrPTdn

Google Play http://bit.ly/2Wtk97K

Blue Spiral Records: https://www.bluespiralrecords.com/selected-early-works

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